Da Gaza a Palermo: due studenti palestinesi ripartono dall’università
Yousef Asqool e Kholoud Abudaqqa sono arrivati in Sicilia dopo aver lasciato Gaza per continuare il proprio percorso universitario in un luogo sicuro, lontano dalla guerra. L’iniziativa è stata promossa dall’Università di Palermo insieme alla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, al Ministero degli Affari Esteri e al Ministero dell’Università e della Ricerca. Entrambi i giovani hanno ricevuto una borsa di studio da circa 10 mila euro, destinata a studenti provenienti da territori colpiti dai conflitti. L’accoglienza ufficiale si è svolta a Palazzo Steri, dove il rettore Massimo Midiri ha sottolineato il valore umano e culturale del progetto. L’iniziativa punta infatti a garantire il diritto allo studio anche in contesti segnati dall’emergenza umanitaria.
Studenti palestinesi Palermo
Per Yousef e Kholoud, arrivare in Sicilia significa poter tornare a progettare il futuro. Yousef, 31 anni, frequenterà la laurea magistrale in Tourism System and Hospitality Management, mentre Kholoud, 23 anni, inizierà il corso triennale in Scienze della Natura e dell’Ambiente. Negli ultimi mesi, la situazione a Gaza ha reso quasi impossibile proseguire gli studi universitari. La guerra ha provocato la distruzione di undici università e migliaia di studenti hanno dovuto seguire le lezioni a distanza senza elettricità stabile o connessione internet. Le testimonianze dei due ragazzi descrivono una quotidianità segnata dalla paura. Yousef ha raccontato l’angoscia vissuta nella propria città natale e la preoccupazione costante per i familiari rimasti a Gaza. Kholoud, invece, ha spiegato di voler “ricominciare da capo” mantenendo comunque un forte legame con la propria terra.
Palermo investe sull’accoglienza
Per favorire l’inserimento degli studenti palestinesi Palermo, l’ateneo ha organizzato un percorso di supporto concreto. Kholoud sarà ospitata presso il convento della Gancia, mentre Yousef vivrà in un appartamento privato. Entrambi frequenteranno corsi di lingua italiana prima dell’avvio delle lezioni universitarie. Allo stesso tempo, l’Università di Palermo vuole rafforzare la propria dimensione internazionale attraverso nuovi progetti dedicati agli studenti stranieri. Il rettore Massimo Midiri ha inoltre annunciato la volontà di creare nuove residenze universitarie dedicate agli studenti internazionali. In questo modo Palermo punta a diventare una città sempre più aperta all’inclusione e alla cooperazione accademica.
L’università come speranza
La storia degli studenti palestinesi Palermo dimostra come l’istruzione possa diventare uno strumento concreto di rinascita personale e sociale. In un periodo segnato da conflitti e tensioni internazionali, il mondo universitario sceglie di investire nella conoscenza e nella solidarietà. Grazie a questo progetto, Yousef e Kholoud possono costruire un nuovo percorso accademico lontano dalla violenza. L’esperienza vissuta dai due giovani trasforma così lo studio in un ponte di dialogo, integrazione e speranza per il futuro.