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Diritto allo studio universitario in Italia: confronto con Europa e USA

#diritto allo studio  #Studenti
16 Giugno 2026

Il diritto allo studio universitario in Italia è uno degli strumenti principali per garantire l’accesso all’istruzione superiore anche agli studenti con minori risorse economiche. Negli ultimi anni il sistema ha registrato alcuni miglioramenti, ma il confronto con altri Paesi evidenzia ancora margini di crescita, soprattutto per quanto riguarda il sostegno economico e gli alloggi destinati agli universitari.

Il diritto allo studio universitario in Italia oggi

In Italia il sostegno agli studenti si basa principalmente su borse di studio, agevolazioni economiche e servizi regionali dedicati al diritto allo studio. L’obiettivo è ridurre le disuguaglianze e favorire l’accesso all’università indipendentemente dalla condizione economica familiare. Nell’anno accademico 2023-2024 la copertura degli studenti idonei alle borse di studio ha raggiunto il 97,7%. Si tratta di un risultato migliore rispetto al passato. Tuttavia, alcune migliaia di studenti idonei non hanno ricevuto il beneficio economico. Una parte significativa delle risorse utilizzate per finanziare le borse deriva inoltre da fondi europei con carattere temporaneo. Per questo motivo il tema della sostenibilità finanziaria del sistema continua a essere al centro del dibattito pubblico. Accanto alle borse di studio sono disponibili anche i prestiti d’onore, strumenti che consentono agli studenti di finanziare parte del percorso universitario. Nonostante ciò, il loro utilizzo resta limitato rispetto al numero complessivo degli iscritti.

Europa e USA a confronto

Il confronto internazionale mostra modelli differenti per sostenere l’accesso all’università. In Germania, ad esempio, il programma BAföG combina contributi a fondo perduto e prestiti a tasso agevolato destinati agli studenti che rispettano determinati requisiti economici. In Francia, il sistema CROUS offre borse di studio e servizi dedicati a una quota significativa della popolazione universitaria. Nel Regno Unito, invece, prevale il modello dei prestiti collegati al reddito, con rimborsi che iniziano solo dopo il raggiungimento di determinate soglie economiche. Negli Stati Uniti il sostegno agli studenti combina contributi pubblici, come i Pell Grant per le famiglie a basso reddito, e programmi di finanziamento che coinvolgono milioni di universitari ogni anno. Rispetto a questi modelli, il diritto allo studio universitario in Italia si caratterizza per una maggiore centralità delle borse di studio regionali e per un ricorso più contenuto agli strumenti di finanziamento individuale.

La sfida degli alloggi universitari

Uno dei principali ostacoli per gli studenti fuori sede riguarda il costo dell’abitazione. In molte città universitarie italiane gli affitti hanno registrato aumenti significativi, rendendo più complesso l’accesso agli studi lontano dal luogo di residenza. L’offerta di alloggi universitari risulta ancora limitata rispetto alla domanda. Di conseguenza, molti studenti sono costretti a rivolgersi al mercato privato, sostenendo costi spesso elevati. Paesi come Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti dispongono invece di reti di residenze universitarie generalmente più strutturate. Per questo motivo il rafforzamento dell’offerta abitativa viene considerato uno degli aspetti più importanti per migliorare il diritto allo studio universitario in Italia e favorire un accesso più equo all’istruzione superiore.